"Ho scritto questo libro per i dilettanti, che fotografano per passione e non per guadagno, che non hanno padroni o clienti da soddisfare e che si trovano nella invidiabile situazione di dover piacere soltanto a se stessi. Questo è il vantagglio inestimabile che i dilettanti hanno sui professionisti: essi sono liberi di fare quello che vogliono di sperimentare come meglio credono, senza preoccuparsi delle critiche o delle vendite". Andreas Feininger.
L’attuale situazione di forte crisi, non solo del nostro settore, dovuta ad un evento imprevedibile quanto inaspettato ha creato una situazione devastante per la nostra economia e nella nostra passione e condivisione della fotografia.
E’ nostro interesse essere al fianco a tutti coloro che da anni ci seguono, oggi più che mai. Con la riapertura, delle attività ci saranno tante belle iniziative, la più importante è l’apertura della nostra nuova sede con tanti servizi riservati agli associati.
Le numerose iniziative che abbiamo studiato (e stiamo studiando) ti garantiranno, non appena ripartiamo di approfondire nuove discipline e tecniche in uno spazio interno ed esterno dedicato e allestito con attrezzature professionali.
Certi della tua fedeltà, ti salutiamo cordialmente con l’auspicio che insieme ce la faremo.
Il nuovo obiettivo della serie Star in arrivo entro fine anno!
Ecco come si presenta l’ultimo arrivato di casa Pentax, un nuovo obiettivo che punta a distinguersi per l’alta qualità delle immagini, luminosità e per la costruzione robusta.
Fa parte dell’esclusivo catalogo Star Full-Frame, che aveva visto fino ad ora, solamente il 50mm f/1.4, e che secondo il comunicato stampa ufficiale: è diventato rapidamente uno degli obiettivi più popolari per il sistema Full-Frame Pentax.
Con il nostro astroinseguitore potremo fare esposizioni di diversi secondi a seconda della focale che utilizziamo. Io non mi sono mai spinto oltre i 60 secondi a 150 mm di focale , ma la mia Pentax mi permette di utilizzare ISO alti (3200) e basso rumore ( quindi già con 30 secondi ottengo dei buoni risultati ).
La cosa fondamentale è stazionarla bene: attaccato alla cerniera (asse di rotazione) ci sarà un tubo che avrà la funzione di cannocchiale polare; in pratica dovremo cercare di posizionare la stella polare al centro del nostro tubo.
Cosa ci occorre:
legno multistrato;
attacco per reflex;
cerniera 10×4 ( + viti);
asta filettata con passo da 1/4” (20 filetti per pollice) con 3 dadi;
3 ruote dentate ( una più grande e due piccole);
2 motori passo passo da 5V con driver ULN2003;
breadboard con cavetti maschio-maschio;
arduino uno;
alimentatore da 5V in uscita (se lo colleghiamo alla usb di arduino) o da 7V-12V (se lo colleghiamo dal jack di alimentazione).
Bene, ora che abbiamo tutto, iniziamo! Prendete le misure che volete e tagliate; io ho scelto 30×15 per la tavoletta in alto e 30×18 per la tavoletta in basso.
Una volta tagliate le due tavolette, prendiamo un trapano e foriamo nei punti indicati. Io ho praticato anche 2 fori al centro per attaccare la slitta del treppiede.
N.B.: state attenti a prendere le misure dei fori per i motori! Dovrete essere più precisi possibile.
Ora è il momento di piegare l’asta filettata, ma con quale raggio? Dalla base della tavoletta al foro per l’asta misuriamo 27 cm. L’ asse di rotazione del nostro inseguitore sarà proprio il centro dell’ asse della cerniera, perciò calcoliamo il raggio ( del perno della cerniera ) che è di circa 3.5mm.
Fatto ciò abbiamo trovato il raggio della circonferenza per la nostra asta:
3.5mm+1.5mm+27cm=27.5cm
Sono sicuro che non avete un compasso così grande… aiutatevi con una corda, o qualsiasi fune non elastica, e una matita. Ora pieghiamo finalmente l’asta facendola combaciare con l’arco di circonferenza tracciato.
Possiamo ora inserire l’asta nei buchi: nel buco in alto la blocchiamo con due dadi (uno sotto e una sopra la tavoletta) e nel buco in basso la lasciamo libera.
Passiamo alla motorizzazione. Un motore passo passo (STEPPER motor) è una macchina sincrona in corrente continua con un gran numero di step.
I motori passo-passo sono motori che, a differenza di tutti gli altri, hanno come scopo quello di mantenere fermo l’albero in una posizione di equilibrio: se alimentati si limitano infatti a bloccarsi in una ben precisa posizione angolare. Solo indirettamente è possibile ottenerne la rotazione: occorre inviare al motore una serie di impulsi di corrente, secondo un’opportuna sequenza, in modo tale da far spostare, per scatti successivi, la posizione di equilibrio. È così possibile far ruotare l’albero nella posizione e alla velocità voluta semplicemente contando gli impulsi ed impostando la loro frequenza, visto che le posizioni di equilibrio dell’albero sono determinate meccanicamente con estrema precisione.
Occorreva rialzare leggermente la ruota dentata centrale, così ho trovato un piccolo rialzo e l’ho forato; quindi l’ho incollato alla tavola. Sotto la ruota ho messo una rondella per limitare al minimo l’attrito.
Parte elettronica e codice
Questi sono i collegamenti. Qui sotto vi scrivo il codice che va bene per questi specifici collegamenti!! Altra cosa: quando portate l’alimentazione sul driver, i 5V che da Arduino avete messo sul ( + ) della breadboard li dovete riportare su VDD; GND che avete portato sul ( – ) sulla breadboard va su GND!
N.B.: Per le misure di questo progetto dovrete avere una rotazione della ruota dentata di circa 63.5 secondi. Per ottenerla dovrete variare il DelayTime nel codice, che è misurato in millisecondi.
Quando alimentate Arduino, se lo fate dalla usb usate SOLO 5V ; se lo alimentate dal jack usate da 7V a 12 V ( preferibilmente 9).
Qui possiamo vedere il beneficio dell’ utilizzo di questo strumento.
( FOTO IN SEGUITA E NON INSEGUITA )
Dovrete scaricare l’apposito programma per poter caricare i programmi sulla scheda direttamente dal sito di Arduino.
Il Museo del Vetro di Piegaro testimonia in quattro intensi giorni, i fasti dell’antica vetreria che narra di una tradizione millenaria. Per chi da sempre rimane affascinato da un riflesso; di una finestra, di una lampada, o anche solo di una pozza in strada; il contatto con degli autentici Maestri artigiani del vetro, riuniti da tutta Italia per questo Primo Festival del Vetro, è un’esperienza esaltante. Il fuoco, la pasta da modellare, il bagliore e i lampi, il calore, il vetro che prende forma e acquista vita. Tutto fantastico, pulsante, tangibile. I nostri obiettivi si incantano a catturare istanti e movimenti, mani veloci e sicure attorno a questo impastare sabbia e silicio. Una fragilità e una potenza incredibile si sprigionano, assieme, dal calore e dal fuoco, lastre a sfoglia nascono da un solo soffio, mentre suggestivi intarsi prendono vita dalle contorsioni di mani sapienti e tenaglie che agiscono con la precisione di un bisturi.. cristallizziamo anche noi – come questi maghi che trasformano la viscosità in trasparenza – gli attimi dai quali nascono luce ed armonia. L’omaggio raccolto in queste quattro giornate diviene, ora, immagine nel e per il Museo. Museo che ci ha visto passeggiare tra memorie evocative, silenzi quieti ed occhi voraci a curiosare. Un ricordo che non sbiadirà mai, come gli infiniti ricami di vetro che hanno preso vita e colore tra volte e fornaci. Grazie Piegaro! Articolo di Franco Battaglia socio PENTAeXperience.
Di seguito alcune delle parole chiave con cui confrontarsi scattando in analogico con il grande formato. Se non ti rispecchi in una sola di queste parole chiave sei costretto a rinunciare.
Concentrazione
Scelta
Controllo
Costi
Flessibilità
Rinuncia
Velocità
Qualità
Praticità
Attesa
Completezza del processo creativo
Progetto e formazione
Il Grande Formato, rappresenta l’applicazione più avanzata della fotografia analogica secondo diversi aspetti. Offre possibilità espressive illimitate. Conoscere l’argomento e saper scattare con un banco ottico è fondamentale anche per chi poi decide di non usarlo, perché crea una forma mentis vantaggiosa anche nell’uso di altri sistemi. Costringe ad una disciplina, concentrazione e attenzione che poi rimangono bagaglio del fotografo a prescindere dal modo di fotografare di ognuno di noi.
Ma scattare in Grande Formato richiede un’attrezzatura e procedure di scatto che sono indubbiamente più complesse e ingombranti rispetto a quello a cui siamo abituati. Non si può avere tutto! E così non è di certo la prima scelta nel caso di una fotografia”rapida”o d’azione. L’uso della fotocamera a corpi mobili ha determinati campi di utilizzo in cui si possono sfruttare tutte le potenzialità del mezzo per:
Presentano il loro libro Dal Mondo Invisibile dal titolo: “Carezza e Voce” a Roma 8 dicembre dalle 17;30 alle 18:00 c/o Fiera del Libro ” Più libri più liberi” Via Asia 44.
Le fotografie sono state realizzate dal fotografo Riccardo Riccardi con
Questo libro non è un semplice libro e queste
filastrocche non sono solo filastrocche.
Ci sono state fortemente e calorosamente donate
da quello che io, Leana e Antonella chiamiamo il Mondo dello Spirito. Una
realtà che sembra così lontana ma è vicinissima a noi, fatta di echi e
vibrazioni di chi non c’è più, di chi è “passato alla Luce” e che ha una
fortissima voglia di comunicare con noi per testimoniare che non esistono
distanze, che l’Invisibile esiste e che la Morte è solo un passaggio.
Ascoltatele, pensando a questo, gustatevele a
occhi chiusi e assaporate intimamente la sensazione di Pace che sanno e
vogliono regalare.
E leggendole ai vostri bambini saprete donare
loro Luce.
Leana e Antonella
La copertina del libro ” Dal mondo invisibile – Carezza e voce” di Antonella Spreni e Leana Palmieri con le fotografie di Riccardo Riccardi
Ringraziamenti
Questo mio viaggio nasce nel 2017, grazie all’incontro
con Giohà Giordano, che mi ha insegnato a non avere dubbi sul mondo invisibile;
e poi a Leana Palmieri, che mi ha donato il mezzo per avere contatto con loro;
loro che non hanno più voce, ma una voglia pazzesca di comunicare con noi.
Ringrazio quindi Celeste, Giuseppe, Gianni,
Samir, Carola, Tiziana e Franca che sono i protagonisti di queste filastrocche
e ninnananne e hanno voluto fortemente questo libro.
Ringrazio anche la mia Anima che si è permessa
tutto questo e ha dato risposta alla mia domanda più intima sul senso della Vita.
Antonella
Ringrazio prima di tutto la Vita, perché mi ha
dato l’opportunità di vedere e sentire cose che non avrei mai creduto;
ringrazio Pia per avermi dato il mezzo per poter essere in contatto con il
Mondo Invisibile.
Ringrazio Antonella, la mia compagna di viaggio
e ringrazio questa voce che si è fatta mezzo ed espressione della Luce.
Leana
Un particolare ringraziamento vogliamo rivolgerlo ai due amici speciali, che hanno messo la loro anima, donandoci immagini e musica, lasciandosi ispirare dal Mondo Invisibile: Riccardo Riccardi e Andrea Cantoni
Per una serie fortunata di coincidenze siamo entrati in possesso di una decina di rullini della nuova Ferrania P30, la leggendaria pellicola pancromatica in bianco e nero sulla quale negli anni d’oro del Cinema vennero impressionati i capolavori dei registi italiani. Il lotto di cui stiamo parlando è il numero 59 del 4 luglio 2019. Come ci ha confermato Nicola Baldini, co-fondatore della nuova Film Ferrania, si tratta del prodotto “definitivo” e il lotto in questione fa parte di un piccolo stock in pre-distribuzione nel mercato italiano. Una sorta di omaggio al Made in Italy e all’Italia paese di origine della pellicola cinematografica più apprezzata al mondo. Sia chiaro, la Ferrania P30 è stata già distribuita nel corso del 2017 ma in versione ALPHA. I primi lotti della versione P30 ALPHA sono stati il banco di prova per la “rinata” fabbrica Ferrania. Chi ha provato la versione Alpha ha riscontrato alcuni difetti come ad esempio una “chiusura” delle ombre, una mancanza cioè di “sfumature” nelle parti più scure delle immagini che erano quasi prive di dettaglio. Peccati della ritrovata gioventù? A partire da luglio 2019, ci ha confermato il Baldini, l’emulsione definitiva è stata stesa sui nuovi lotti di pellicole e i prossimi batch avranno indicato un numero progressivo attraverso il quale sarà possibile risalire alla data di produzione. Ma a tutti noi fotoamatori e “fan” del marchio Ferrania la domanda è sorta spontaneamente: “avranno risolto i difetti riscontrati con la P30 ALPHA?”.
Ferrania P30 – Lotto n. 59 del 4/7/2019 facente parte della pre-distribuzione per il mercato italiano.
Noi di PENTAeXperience abbiamo provato sul campo entrambe le pellicole e in questo articolo vi presentiamo il confronto tra la P30 ALPHA e la P30 con l’intento di rispondere alla domanda. Ma state tranquilli ! Il confronto che vi proponiamo non avrà la presunzione di essere un test scientifico fatto di grafici, numeri, istogrammi e sensitometria (per quello ci sono fior fior di laboratori tecnici!). Il confronto che abbiamo eseguito è quello che farebbe qualsiasi “fotoamatore” abbiamo deciso di condividere le impressioni avute durante l’utilizzo e lo sviluppo delle due diverse P30.
Le prove che abbiamo effettuato si sono svolte in una “nuvolosa” domenica di novembre in località Sacrofano, nello stesso Comune del Lazio, a nord di Roma dove PENTAeXperience a maggio 2019 ha organizzato il workshop dal titolo: “La fotografia in bianco e nero” a cura del nostro amico Gerardo Bonomo.
Riccardo e Silvio hanno improvvisato un set fotografico nel borgo medievale fotografando la modella Valeria Pasichnyk e il bambino Riccardo I. (ad entrambi vanno i ringraziamenti dello staff PENTAeXperience per essersi prestati all’esecuzione della prova). Per l’occasione Riccardo ha utilizzato due corpi macchina Pentax LX, un corpo caricato con la Ferrania P30 (2019) e l’altro con la Ferrania P30 ALPHA (2017) entrambe i corpi erano equipaggiati con due obiettivi SMC Pentax-A focale 85mm f/1,4. Mentre l’equipaggiamento di Silvio erano: Leica M4 caricata con pellicola Ferrania P30 ALPHA e Leica M7 caricata con pellicola Ferrania P30 (2019). Obiettivo utilizzato è stato il Voigtlander VM 75mm Heliar Classic f/1.8 che di volta in volta veniva montato su entrambi i corpi macchina. Con ciascun corpo macchina sono stati eseguiti 3 scatti in braketing (manuale). Per il primo scatto ci siamo attenuti alle indicazioni in luce incidente misurate sul volto della modella con un esposimetro Sekonic L308, un secondo scatto sottoesponendo di uno stop e il terzo scatto sovraesponendo di uno stop rispetto a quanto suggerito dall’esposimetro.
Per sviluppare le pellicole abbiamo fatto riferimento alle informazioni reperibili in rete, principalmente riferendoci al foglio illustrativo fornito da Film Ferrania e reperibile qui. In internet in particolare sono disponibili una serie di test eseguiti sulla Ferrania P30 ALPHA da Scott Micciché. Abbiamo utilizzato lo sviluppo Kodak Tmax Dev usando l’agitazione T-MAX ( che prevede 6-7 agitazioni iniziali e una rotazione ogni 30 secondi ) con la temperatura di lavoro a circa 24°C (per un totale di 7 minuti). Dopodichè abbiamo fermato lo sviluppo per circa 1 minuto con IlFostop. E fissato le pellicole con FomaFix per 4 minuti. Per lo sviluppo dei rullini di Riccardo, abbiamo eseguito un pre-bagno in “small tank” con acqua a 22°C circa per 2 minuti.
In conclusione possiamo affermare che ci siamo trovati ad usare due pellicole che avevano sostanzialmente la stessa emulsione. La pre-serie Alpha aveva problemi di stabilità dell’emulsione infatti a fine sviluppo con pellicole ancora bagnate abbiamo notato che la P30 Alpha lasciava sulle dita residui di emulsione. Questo difetto non lo abbiamo riscontrato sulla più nuova P30 (2019) che risulta essere tecnicamente più affidabile. La Ferrania P30 è una pellicola cinematografica ricca di argento (circa 5g/mq.) dotata di una vasta gamma dei toni grigi che va dal nero profondo al bianco, restituendo tutti i dettagli anche nei toni più estremi. E’ una pellicola che va provata e studiata non è possibile paragonarla ad altre pellicole più veloci e per questo più flessibili. Ha una grana molto fine tipica delle pellicole da 80 ASA (adatta anche alle moderne esigenze di scansione dei negativi). Se volete utilizzarla per i ritratti, come abbiamo fatto noi in questo test, è necessario un filtro Rosso o Giallo oppure Arancione poiché tali filtri rendono l’incarnato (soprattutto quello femminile) più bello. Quando eseguiamo un ritratto femminile è consigliato sovraesporre di uno stop (o anche 2) rispetto a quanto consigliato dal nostro esposimetro.
La Ferrania P30 sarà distribuita a partire dal 18 novembre 2019 in Italia e alla fine del mese nel resto del mondo in occasione del “lancio” dello store online che Film Ferrania ha realizzato specificamente per il mercato Usa.
L’essenziale
della storia della nostra industria si svolge in Liguria, provincia di Savona,
comune di Cairo Montenotte, appena al di là del crinale che separa le acque
liguri da quelle padane e vicinissimo al passo di Cadibona, punto di
congiunzione tra Alpi e Appennini. Boschi e campi erano popolati da secoli (il
paese di Ferrania è sorto intorno ad un’abbazia già
esistente nel 1097); i primi insediamenti siderurgici diedero il nome alla località.
Gli insediamenti industriali
della I guerra mondiale
Nel
1915 esigenze di forniture belliche fecero sì che la S.I.P.E. (Società Italiana
Prodotti Esplosivi), attiva dal 1882 con sede nella vicina Cengio, si trovasse
nella necessità di produrre un esplosivo a base di nitrocellulosa. Come sito venne
individuata un’ampia zona circa 1 km a sud-ovest del
borgo di Ferrania, ove vennero in breve costruiti gli stabilimenti necessari;
per il trasporto delle materie prime e dei prodotti essi usufruirono della
linea ferroviaria Savona – Torino, da pochissimo elettrificata.
Gli stabilimenti Ferrania. Cartolina reperita in rete. Fonte gargagnamfilm.
La nascita dell’industria
fotografica. Le pellicole da film e il
cinema italiano.
Il
problema della riconversione post-bellica fu brillantemente risolto utilizzando
la nitrocellulosa per la produzione di pellicola, della quale, insieme alla
canfora come plastificante, costituiva al tempo un accettabile supporto (a
parte l’infiammabilità) sul quale stendere l’emulsione sensibile. Già nel 1917 venne concluso un accordo
con la Pathé Frères, affermata casa cinematografica francese, per la fondazione
della Fabbrica Italiana Lamine Milano
(in sigla FILM) con stabilimenti a
Ferrania e sede sociale nella metropoli lombarda. Riconvertiti gli impianti, nel
1924 iniziò la produzione della pellicola cinematografica. Nel 1932 la FILM firmò
un’intesa con la ditta Cappelli di Milano,
produttrice di lastre fotografiche in vetro, a costituire la Ferrania fabbriche riunite prodotti
fotografici FILM e Cappelli.
La
nostra industria divenne ben presto la più importante nel ramo in Italia, dimostrandosi all’altezza
della concorrenza delle grandi Case Kodak e Agfa. La produzione abbracciò i
campi della fotografia, della radiografia, delle arti grafiche e soprattutto del
cinema, intrecciandosi fino agli anni ’70 con la grande
stagione del cinema italiano.
Ormai
gli insediamenti produttivi costituivano una vera e propria città insieme al
villaggio residenziale, al dopolavoro e ad altri servizi per le maestranze.
Dal
1947 alla pellicola in bianco e nero venne affiancata la prima pellicola
invertibile a colori, la Ferraniacolor,
della sensibilità allora di 12 ASA, poi aumentata a 15. Nel campo del negativo
bianco e nero spicca l’ottima pancromatica P30 (80 ASA). Nel contempo Ferrania produsse anche
nastri magnetici.
Negli
anni ’50 il personale contava circa 4000
addetti.
Pubblicità della pellicola Ferrania P30 PANCRO FILM.
La cessione alla 3M
Nel 1964 la Ferrania venne ceduta al gruppo multinazionale
statunitense 3M (già Minnesota Mining & Manifacturing), che aggiunse la sua
sigla al marchio d’origine a formare la Ferrania 3M. Vennero promosse la
ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti per mantenere la posizione di concorrenza
nel settore. Il personale arrivò a circa 5000 unità. Nel 1971 il marchio “Ferrania” scomparve e tutti i prodotti da
allora uscirono come 3M Italia,
marchio Scotch. Dagli anni ’70 3M scelse di concentrare l’attività ferraniense soprattutto
nel settore della diagnostica medica per immagini.
Le ultime vicende
Dalla
fine degli anni ‘80 la competitività dell’azienda
risentì progressivamente dell’avvento della tecnologia digitale. Il gruppo 3M
nel 1996 conferì l’azienda alla neocostituita divisione di 3M Imation. Con questo marchio lo
stabilimento di Ferrania continuò la produzione fino a che nel 1999 Imation
venne acquistata da Schroeder Ventures e da questa rinominata Ferrania Imaging Technologies; la
produzione continuò con la pellicola a colori sotto il nuovo marchio Solaris. Ma ormai era tardi per far
fronte alla concorrenza del digitale e l’azienda subì il fallimento nel 2003. Ulteriori
tentativi di continuare la produzione di prodotti fotografici o di riconvertire
gli impianti per altre attività produttive non ebbero, nella sostanza,
successo. La produzione di materiale fotografico fu fermata nel 2009.
Il ritorno della P30
Nel
2013 venne fondata, da Nicola Baldini e Marco Pagni, una startup con l’obiettivo di riavviare una produzione di alta qualità
e su piccola scala di pellicola fotografica riusando una parte delle originarie
attrezzature. Il primo prodotto ad essere presentato è una riedizione della storica
e affermata Ferrania Pancro P30.
Ferrania P30 PANCHRO FILM 80 ASA – Scatola del lotto n. 59 del 4 luglio 2019. Nella prima versione del 2017 era presente la scritta ALPHA trattandosi di una emulsione in fase di test.
Gli apparecchi fotografici
Ferrania
Ferrania
scelse fin dall’inizio di affiancare alla produzione di pellicola la commercializzazione
di apparecchi fotografici. All’inizio e fino alla fine della Seconda Guerra
Mondiale si trattò di apparecchi relativamente semplici e di formati grande
(120) o medio (127), dapprima costruiti da una società fiorentina (la FIAMMA)
già acquisita dalla Cappelli; in seguito parte dello stabilimento Cappelli di
Milano venne riorganizzato per costruire apparecchi in proprio.
Dal
1946 comincia la collaborazione con le Officine Galileo di Firenze, società con
grande esperienza nei campi dell’ottica e della meccanica di precisione.
Ferrania così comincia a realizzare apparecchi anche per il formato 135. La
produzione viene ripartita tra Firenze e Milano e uno dei prodotti di spicco di
quell’epoca è la fotocamera a telemetro Condor
di formato 135, più volte perfezionata. Nei formati maggiori le fotocamere
si manterranno relativamente semplici nella meccanica e nell’ottica, ma
curiosamente subiranno una gradevole elaborazione nello stile, ispirato a correnti
artistiche dell’epoca: è il caso dei numerosi modelli Ibis e della successiva, popolarissima Eura (che fu il primo apparecchio fotografico dello scrivente).
Dalla
metà degli anni ‘50 viene meno il sodalizio con le Officine Galileo ed i nostri
apparecchi cominciano ad essere equipaggiati con obiettivi dapprima targati
Ferrania, poi dichiaratamente di origine tedesca (Steinheil, attiva a München)
come nel caso dei modelli Lince, Zephir ed Electa.
Ma
con l’affermarsi nel settore semiprofessionale
degli apparecchi reflex e con l’arrivo della temibile concorrenza giapponese la
nuova proprietà 3M attuò un deciso cambio di rotta: la produzione di apparecchi
fotografici si ridusse quasi esclusivamente al nuovo, popolare formato 126 (Instamatic,
ideato da Kodak) con gli apparecchi Euramatic,
Veramatic ed altri. Da parte di 3M
vi fu ancora l’iniziativa di commercializzare con ilbrandFerrania-3M apparecchi formato 135 di
produzione in gran parte tedesca (Dacora). Ma a metà degli anni ’70 tutto ciò era finito.
La rivista “Ferrania”
Dal
1947 al 1967 venne pubblicata questa rivista mensile che trattava fotografia,
cinema e arti figurative e che precorse, nel campo fotografico, le popolari
riviste che videro la luce negli anni ‘70 e ‘80. Ebbe un sostegno aziendale
sempre molto forte e vi pubblicarono artisti di chiara fama, compresi i giovani
che diventeranno i grandi maestri della fotografia italiana: Roiter, De Biasi, Donzelli,
Lucas, Colombo, Berengo Gardin ed altri. In tal modo venne ad essere, più che
una rivista aziendale, un vero e proprio periodico di cultura visiva.
Pubblicità Ferrania.
“Un ringraziamento per la collaborazione all’amico dott. Roberto Bracco, fisico allo stabilimento di Ferrania negli anni ’90”. Carlo Tagliafico
Un termometro pubblicitario della Ferrania – Fotografia di Carlo Tagliafico